Le sette meraviglie del mondo

pubblicato in: Equinità, Gli amici della Cavalla | 0

Molti scrittori antichi, tra i quali Ciccerone, Sallustio, Esculapio e Insolenzio si sono dilungati in lodi eccessive delle Sette meraviglie del mondo.

“Oh, come sono belli i giardini pensili di Babilonia”, esclamava Erodoto. “Ma vuoi mettere la Piramide di Cheope”, gli rispondeva Finuzio. “Quanto mi piacce il Mausoleo di Alicarnasso”, interveniva Rapendolo. Ed ecco che interloquiva Sardonico, per affermare: “Il Faro di Alessandria d’Egitto è molto meglio di tutte quelle quisquilie”.

Ma tutte queste beghe appartengono ormai al passato remoto. E’ tempo di rinverdire i fasti delle Sette Meraviglie del Mondo. Proprio l’altro giorno il sempre più bell’ingegnere Nicola Cavalcare Vaccarezza ha dettato le sue ultime volontà in fatto di meraviglie. Il suo fedele scrivano Claudio Cammelli ha trascritto con scalpello e martello su una voluminosa lapide le Meraviglie del Mondo secondo Cavalcare.

Eccole, dunque.

1) La Tagliola di Carpenissone. Trattasi di locanda estinta, secondo i ben informati. Pure detta Il Cimitero dei Cinghiali, ha fornito più di una volta bagarozzi, frizzi e sollazzi alla Cavalla.
2) La folta, corvina criniera di Amauro Rivara. La bellezza di questi fluenti capelli, che il Cavalcare ama accarezzare sorseggiando brandy, è nota in tutto il comprensorio di Cogorno e di Sanpierdicanne. Ed è assai invidiata dal geografo Fabio Pieders.
3) La pista da motocross di Calvari. Ridotta oggi a un cumulo di rovine fumanti, essa conserva ancora parte del fascino antico.
4) Una meraviglia in lingua inglese: Clay Feet Giant, che non deve tradursi come “Il gigante dai piedi d’argilla”, ma più propriamente come “Il Clay dai piedi giganti”. Il fedele servitore della Cavalla è così entrato nell’immarcescibile memoria delle future generazioni.
5) Il campeggio di Thalkirchen a Monaco. Luogo di dubbio pregio architettonico, scelto probabilmente dal Cavalcare per ragioni sentimentali, forse in ricordo di una temporalesca mattina di inizio ottobre durante la quale egli passeggiava in quel luogo vestito solo di un accappatoio marròn, di un paio di ciabatte MADIGAN blèu e di un voluminoso coltello.
6) Le spassose barzellette di Nicola P. Insetto. Si tratta di prelibati frutti dell’ingegno umano.
7) Il Baiciotto di Via Veneto. La più fulgida tra le meraviglie, ricettacolo di ogni prelibatezza gastronomica.

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