Manicaretto un po' pesante

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Riportiamo lo stralcio di una recente intervista a sfondo gastronomico rilasciata dal sofisticato ingegner Nicola Vaccarezza al prof. Erminio Delle Sterpi, Commissario Relazioni Autoreferenziali del nostro Ufficio Tecnico-Operativo (C.R.A.U.T.O.):

Santità, è forse vero che ci concederete il piacere di un’intervista?

Eccerto.

Grazie mille, oh Sacrosanto. Ci potreste illuminare con qualche consiglio gastronomico?

Eccerto.

Vi preghiamo, oh Amabilissimo, dateci qualche consiglio per cucinare un gustosto manicaretto.

Va bene la pasta con le pietre?

Benissimo! Potete indicarcene gli ingredienti, oh Imperituro?

Eccerto! Occorrono pasta (più pasta) e soprattutto pietre. Più pietre.

Intendete pietre di una particolare qualità, oh Eccelso? Granito, Marmo, Tufo?

No. L’importante è che ci sia tanto sasso (pronuncia quest’ultima parola con voce sibilante, facendo ruotare sinuosamente la sua lingua forbita).

E diteci, oh Indefesso, quali sono le modalità di preparazione del manicaretto?

Occorre anzitutto preparare la pasta. Un’operazione, questa, che la maggior parte degli italiani sa compiere senza timore. E’ poi necessario predisporre il gustosto condimento. Le pietre devono essere fatte rosolare a fuoco lento. Molto lento. Anzi, più lento. Mescolare il tutto… e le sgé son fé.

E come si deve servire il piatto in tavola, oh Munifico?

Con amore e delicatezza.

Ancora una volta la ringraziamo per i preziosi consigli, oh Ingegnere. Ma vorremmo osare domandarle una cosa ancora. Non vi è il pericolo che il piatto sia un po’ indigesto?

Eccerto. E’ un po’ pesante come piatto. Però è buonissimo.

Grazie mille, Reverendo.

* * *

Il contenuto integrale dell’intervista è stato pubblicato sull’ultimo numero di Sale e Pepe.

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